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Sicurezza informatica aziendale: firewall, accessi, backup e cosa fare se succede

In sede in tutto il Veneto; fuori regione lavoriamo da remoto e, se serve, veniamo.

La sicurezza di una PMI non si compra in una scatola. È fatta di poche misure, fatte bene e controllate nel tempo. Noi gestiamo firewall e server, con un controllo continuo e allarmi se aggiungete il servizio di manutenzione, teniamo i backup separati dalla vostra rete e sappiamo cosa fare quando qualcosa va storto.

Perché pensarci adesso

Nel 2025 in Italia sono stati registrati 507 incidenti informatici gravi, il 42% in più dell'anno prima (Rapporto Clusit 2026). In Veneto, il 26% delle imprese digitalizzate ha subito violazioni negli ultimi tre anni (Cyber Index PMI, giugno 2026).

Non lo diciamo per spaventare. Lo diciamo perché un attacco, per una piccola azienda, quasi sempre vuol dire una cosa: giorni di fermo.

Da dove si comincia: sette misure concrete

Accesso con doppia verifica (MFA)

Alla password si aggiunge un codice sullo smartphone. Lo attiviamo per posta, accesso da remoto e servizi cloud. Con la doppia verifica, una password rubata da sola non basta per entrare.

Aggiornamenti pianificati

PC, server e firewall aggiornati con regolarità, fuori orario quando possibile. Teniamo d'occhio i sistemi fuori supporto, come Windows 10, e vi diciamo per tempo cosa sostituire.

Firewall gestito e controllato

Il firewall è la porta tra la vostra rete e internet. Lo configuriamo, lo aggiorniamo e, con il servizio di manutenzione, lo teniamo sotto controllo continuo: se non risponde, l'allarme arriva a noi.

Ognuno vede solo le sue cartelle

Definiamo chi può vedere cosa: l'amministrazione non è aperta a tutti, il magazzino non vede le paghe. Se un account viene rubato, il danno resta limitato.

Backup separato e verificato

È l'ultima difesa. Le copie stanno su server dedicati, separati dalla vostra rete. Come le verifichiamo e le proviamo è spiegato nella pagina backup aziendale.

Accesso da remoto controllato

Lavoro da casa, dal cliente o in trasferta: con una VPN o un desktop remoto protetto, non con porte aperte su internet. Lo stesso vale per il fornitore delle macchine che si collega per la teleassistenza: gli diamo un accesso dedicato, limitato e tracciato.

Persone che riconoscono una truffa

La mail con l'IBAN cambiato del fornitore è uno dei trucchi più usati. Vi spieghiamo come riconoscerla, e la regola più semplice: un cambio di IBAN si conferma sempre al telefono, con un numero che avete già.

Basta l'antivirus?

No. L'antivirus resta utile, ma non ferma chi entra con una password rubata, non protegge un server senza aggiornamenti e non vi riporta indietro i file cifrati. Le misure qui sopra servono insieme.

Se succede: le prime ore

Se arriva un ransomware o pensate che qualcuno sia entrato:

  1. Chiamateci subito

    (lun-ven 9:00-13:00 e 14:00-18:00; fuori orario: secondo il vostro contratto). Non spegnete e non riaccendete tutto da soli.

  2. Isoliamo i sistemi colpiti

    per fermare la diffusione.

  3. Capiamo cosa è successo

    e cosa è stato toccato.

  4. Ripartiamo dai backup puliti,

    cominciando da quello che vi serve per lavorare.

  5. Vi aiutiamo con le comunicazioni.

    Se sono coinvolti dati personali, la notifica al Garante va fatta entro 72 ore. Vi diamo le informazioni tecniche necessarie; per la parte legale si lavora con il vostro consulente privacy.

Non è teoria: abbiamo già bonificato siti e server compromessi. Abbiamo individuato l'accesso usato, ripulito, chiuso la porta di ingresso e rimesso in linea.

Per chi è

Industria e artigianato: macchine collegate, teleassistenza, questionari dei clienti.

Studi professionali: dati dei clienti, PEC, lavoro da remoto.

Sanità e farmacie: dati dei pazienti e sistemi esterni.

Seguiamo aziende in sede in tutto il Veneto e, da remoto, in tutta Italia.

Domande frequenti

Da dove comincia una PMI con la sicurezza?

Da doppia verifica sugli accessi, aggiornamenti, firewall gestito e un backup separato e verificato. Sono le prime da mettere in ordine. Il check-up vi dice in che ordine affrontarle.

Basta l'antivirus?

No. Non ferma chi entra con una password rubata e non recupera i file cifrati. Serve insieme ad accessi protetti, aggiornamenti e backup separato.

Il fornitore della macchina si collega da fuori: è sicuro?

Può esserlo, se ha un accesso dedicato e limitato, che si apre solo quando serve e lascia traccia. Non con una porta aperta su internet o un programma installato senza controllo.

Questa mail con l'IBAN cambiato è vera?

Nel dubbio, no. Telefonate al fornitore con un numero che avevate già, non con quello scritto nella mail. Poi inoltratecela: verifichiamo noi da dove arriva.

Se arriva un ransomware cosa dobbiamo comunicare al Garante?

Se sono coinvolti dati personali, la notifica va fatta entro 72 ore da quando ve ne accorgete. Vi diamo i dati tecnici su cosa è successo; la valutazione legale spetta a voi e al vostro consulente privacy.

Chiedete un check‑up di sicurezza

Chiedete un check-up

Pensate di aver subito un attacco? Chiamateci: +39 049 7851890, lun-ven 9:00-13:00 e 14:00-18:00. Fuori orario: secondo il vostro contratto.

Cosa succede dopo

Guardiamo firewall, accessi, aggiornamenti, backup e accesso da remoto. Vi consegniamo un elenco breve, in tre colonne: va bene, a rischio, da fare prima.